Tecnologie e Umanizzazione ai tempi della pandemia

Scopri come l’innovazione portata dalla tecnologia ha fatto la differenza nel Fundraising.

Written by
Veronica Parise
Added
December 17, 2021

Visione di SOFII

La pandemia da coronavirus ha sollevato un’ampia serie di problemi per tutti gli enti di beneficenza, ma per la Fondazione italiana ANT (National Cancer Assistance) avrebbe potuto essere davvero un gran danno. Ma vi è stato un punto di svolta. Le regole imposte dal lockdown hanno significato non poter fare raccolta fondi nelle piazze pubbliche o in altri luoghi di raccolta per grandi gruppi. Quindi, hanno dovuto pensare in modo innovativo, pur mantenendo il loro focus principale sulla cura e il rapporto umano.

Grazie alla collaborazione con due società dalla sviluppata tecnologia, ANT Foundation è stata in grado di portare le loro cure alle persone bloccate a casa, tramite una App su misura, un joypad ispirato ai videogiochi e una piattaforma di realtà virtuale. Queste innovazioni hanno suscitato un'enorme risposta tra i donatori ed il supporto continua a crescere. Si tratta di un ottimo esempio di raccolta fondi sul territorio italiano, una dimostrazione che se ti attieni ai tuoi valori fondamentali e li sposi con nuove tecnologie e idee, puoi aiutare i tuoi beneficiari e ispirare gli altri a donare.

Premessa

Scopri come l’innovazione portata dalla tecnologia ha fatto la differenza nel Fundraising.

L’avanzamento della tecnologia ha sempre influenzato lo sviluppo delle culture e delle società umane portando spesso a modifiche del loro comportamento, in alcuni casi a grandi cambiamenti epocali. Nella nostra area di interesse e analisi di case history nel fundraising italiano, vi sono esempi in cui questa interazione ha favorito in maniera sostanziale il processo, venendo concretamente in aiuto alla scienza e alla solidarietà, modificando e garantendo una forte innovazione. La Fondazione ANT [Assistenza Nazionale Tumori], ha fatto la differenza in questi momenti di incertezza attraverso la #creativity, reagendo ad una #biggestchallenge, costretta nel 2020 ad abbandonare le piazze con le proprie manifestazioni in un modo speciale ed originale.

Attraverso l’utilizzo di alcune tecnologie e lo specifico utilizzo di tools e techniques, sono riusciti a migliorare il loro modello di assistenza domiciliare dedicata ai pazienti oncologici, arrivando ad ottenere dei risultati davvero interessanti.

Grazie alle partnership con aziende private che utilizzano innovative piattaforme digitali, sono giunti ad implementare i servizi già offerti in precedenza da ANT.

L’applicazione di questi nuovi strumenti ha inoltre portato alla creazione di un vero e proprio dipartimento dedicato all’innovazione (e al finanziamento di start up).

Background

La Fondazione ANT, fondata nel 1978, garantisce assistenza medico specialistica gratuita domiciliare ai malati di tumore e alle famiglie attraverso strutture altamente funzionali.

22 ospedali senza mura: un servizio di assistenza domiciliare professionale composto da medici, infermieri e psicologi, secondo quel principio basilare del diritto delle persone di farsi curare a casa loro, favorendo la sanità di prossimità.

Persone ispiratrici e motivazionali, il nucleo dell’idea.

Fondazione ANT venne istituita grazie alla grande intuizione del Prof. Franco Pannuti, oncologo illustre, venuto a mancare ad ottobre del 2018. Come tutte le grandi menti, ha lasciato in eredità le sue idee, prima fra tutte una sanità a misura d’uomo, in cui i malati possono scegliere di vivere la loro condizione nei propri spazi domestici, tra i propri cari, potendo contare su un’assistenza specialistica solitamente gestita in ospedale.

Chi si rivolge ad ANT, sono prevalentemente famiglie che stanno sperimentando la terribile esperienza di vedere i loro cari malati di tumore. ANT fornisce supporto effettivo al singolo malato, sostegno psicologico e accompagnamento delle famiglie nell’elaborazione del lutto.

Tra gli stakeholder interni, vi sono poi le risorse di ANT, quasi 500 persone impiegate e distribuite in varie regioni. Intorno a questo gruppo gravitano i cosiddetti stakeholders esterni: la sanità pubblica, le ASL con cui hanno stipulato delle convenzioni e i professionisti con i quali erogano servizi.

L'età media dei beneficiari è medio-alta, un target dove ancora è apprezzato il bollettino postale come canale di donazione, ma ANT è sempre proiettata a trovare il compromesso tra questo aspetto e l’acquisizione dei nuovi donatori fruitori di canali digitali.

Dal 2018 ANT ha organizzato attività sempre più mirate al coinvolgimento di tutti gli stakeholders anche attraverso l’istituzione di una matrice di materialità, strumento che, applicato al fundraising può risultare davvero efficace, svelando sia l’impatto reputazionale attuale che il suo valore nel tempo.

ANT considera inoltre le imprese un elemento fondamentale per la raccolta fondi, lo dimostra l'importante collaborazione con la Fondazione Ernst & Young. Grazie a questa connessione è stato redatto il bilancio sociale seguendo le linee guida poi introdotte dalla riforma del Terzo settore.

Questo percorso li ha aiutati ad avvicinarsi nel linguaggio e nella metodologia alle imprese più illuminate, seguendo percorsi di sostenibilità condivisi e implementando sia i progetti che l’innovazione, raggiungendo così grandi risultati e diventando con queste premesse anche un obiettivo sfidante sul quale poter investire in termini di Corporate Social Responsibility.

Questa è infatti l’epoca in cui la dimensione del mondo profit si fonde con quella del non profit.

Obiettivi

In che modo, dunque, è stato possibile raggiungere e superare gli obiettivi, e fare la differenza? L’emergenza COVID ha messo a dura prova le modalità tradizionali di raccolta fondi di Fondazione ANT, che si erano sempre basate sull’incontro fisico fra donatore e ONP nelle piazze, così come nelle sedi attraverso manifestazioni.

La convergenza epocale li ha invece portati a sperimentare nuove modalità ibride di strumenti e di raccolta fondi attraverso il digitale che offre l’opportunità di coinvolgere donatori ovunque essi si trovino.

Le tradizionali aste, con la pandemia, si sono spostate on-line e alcune manifestazioni che un tempo erano locali, si sono trasformate in nazionali. Lo sviluppo delle attività di CRM digitali, attraverso molteplici newsletter, ha permesso di segmentare meglio il cluster dei donatori. Non più invii massivi a tutto il Database, ma selezione di messaggi personalizzati e più efficaci. Si è andato così a delineare quel fenomeno riconosciuto nel fundraising come customizzazione della journey.

Caratteristiche specifiche

Ma come hanno fatto #innovazione?

UMANIZZAZIONE: questa è la keyword che caratterizza il punto di svolta nell’innovazione di ANT.

Da sempre attenta e sensibile alle esigenze dell’essere umano, ANT è da tempo impegnata nel trovare metodi che riescano a rendere protocolli di cura “più umani”.

Non stupisce quindi l’incremento del supporto psicologico attraverso l’attivazione di un numero verde dedicato, poiché l'emergenza Covid-19 ha messo a dura prova la tenuta psicologica delle persone alle prese con una situazione inedita per la sua drammaticità. Psicologi e psicoterapeuti puntano ad affiancare, nell'isolamento, tutte le famiglie con un malato di tumore.

Ma la pandemia ha fornito un ulteriore impulso alla Fondazione per innovare ancora di più.

È il caso dell’applicazione del GAMING alla TELEMEDICINA. L’emergenza Covid ha di fatto alimentato la paura, l’ansia e lo stato di fragilità dei malati oncologici, impattando significativamente sui progressi di guarigione, soprattutto dei non-terminali.

L’utilizzo dell JOYPAD quale strumento di monitoraggio per la misurazione di parametri vitali per il controllo dei sintomi da remoto, non deve essere interpretato come un intrattenimento in un contesto di gioco, ma principalmente come un misuratore di pressione a distanza, garantendo anche le regole di sicurezza previste e imposte dalla pandemia.

Grazie alla sua continua attenzione per l’innovazione, ANT ha inoltre identificato una start up che ha adattato il suo modello di business alle esigenze specifiche dei servizi di cura offerti: la APP HELLO UGO (https://hellougo.com/).

UGO mette in contatto in tempo reale chi ha bisogno di un supporto con chi può fornirglielo, nel pieno rispetto degli standard di sicurezza, raggiungendo il paziente a casa, accompagnandolo in ospedale e affiancandolo in ogni attività, fino al rientro.

UGO supporta il malato e la sua famiglia favorendo il rispetto di date e orari e il corretto accesso alla terapia, con impatto positivo sul suo esito. Non soltanto con un supporto logistico e fisico ma anche psicologico, basato sulla forte empatia che contraddistingue gli operatori che entrano in punta di piedi nel quotidiano delle persone, con delicatezza e discrezione, e le affiancano diventando “compagni di viaggio”.

Il servizio ha inoltre un secondo impatto sociale: un’opportunità di lavoro reale. Dall’accompagnamento alle cure allo svolgimento di commissioni o la consegna della spesa e farmaci, fino alla compagnia o il supporto telefonico ai malati.

È infatti possibile registrarsi sulla piattaforma in modo molto semplice ed essere così d'aiuto e, al contempo, il malato e la sua famiglia possono affidarsi in tempo reale a qualcuno.

ANT può inoltre contare su di una propria commissione di medici e docenti universitari (commissione SPRINT4IDEAS) preposta allo scouting e alla valutazione di progetti innovativi in cui la tecnologia incide positivamente sul concetto di UMANIZZAZIONE delle cure: specificità di ANT che genera raccolta fondi. 

UGO si è aggiudicata il 1° premio della call “SPRINT4IDEAS” nel 2018 

Come afferma Silvia Ciresa - Coordinatore Innovazione e Sviluppo ANT -: “il processo di empatia è stato così coinvolgente che in alcuni casi le persone chiedevano sempre di essere accompagnate dagli stessi autisti”. Ciò rispecchia fedelmente e con coerenza quel processo di UMANIZZAZIONE tanto sentito.

Ma è dalla voce di chi ha vissuto l’esperienza che tutto assume la sua rilevanza, è dalle testimonianze-chiave raccolte dal sito che percepiamo il forte momento partecipativo, come questa dichiarazione: “L’operatore J. che è venuto a portarci i farmaci è stato gentilissimo e preciso.

E in quel momento così terribile, come il primo lockdown, una figura così dolce e rassicurante è stata importante. Grazie a tutti Voi di esistere.”

UGO per ANT App: come connettersi

Un’altra applicazione estremamente innovativa volta a migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici e ridurre l’impatto negativo dell’isolamento è il progetto di realtà virtuale, The Look of Life.

Una partnership ideata dall’unione tra la Fondazione ANT e l’associazione culturale Menomale, che ha permesso di esplorare le nuove possibilità di linguaggio offerte dalle innovazioni tecnologiche digitali, potendo contare sulla collaborazione con il Centro di Ricerca HIT – Human Inspired Tecnology Reasearch Centre dell’Università di Padova.

Grazie alla tecnologia innovativa offerta dai visori Gear Vr, che permettono la fruizione di video immersivi a 360°, è stato possibile portare, direttamente a casa dei pazienti, la realtà virtuale, proponendo video tridimensionali che possano donare ai malati dei momenti di benessere e alleviare le sofferenze psicologiche.

Di fondamentale importanza per un malato oncologico è infatti la sperimentazione di emozioni positive e interazioni sociali per tenere sotto controllo le preoccupazioni e i pensieri ossessivi. L’utilizzo della realtà virtuale diventa quindi un metodo di cura complementare ai trattamenti farmacologici per supportare i pazienti nella gestione dell’ansia, del dolore, e dello sconforto.

Un medico e una paziente che sperimentano con gioia il Progetto virtuale, The Look for Life.

Meriti

Questa Case History ha avuto il merito di applicare uno strumento già esistente (JOYPAD, UGO APP, Visori di realtà virtuale) alle esigenze dei suoi servizi, attraverso la contaminazione con altri settori, istituendo un servizio gratuito con una partnership innovativa, entrando nel campo del GAMING, con un approccio che volge un profondo sguardo all’aspetto psicologico e sociale, in un momento storico difficile in cui la tecnologia è venuta in aiuto alla scienza e alla solidarietà.

Financing

ANT storicamente finanzia la maggior parte delle sue attività grazie alle erogazioni di privati (29%) al contributo del 5×1000 (25%) e a lasciti e donazioni (20%). Il 19% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. La Fondazione promuove le donazioni solidali da parte delle aziende, con cataloghi suddivisi per regioni. Un’organizzazione all’avanguardia che, attraverso uno studio condotto da Human Foundation sull’impatto sociale delle attività, ha potuto evidenziare come per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro, valutazione eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI).

Risultati

ANT storicamente finanzia la maggior parte delle sue attività grazie alle erogazioni di privati (29%) al contributo del 5×1000 (25%) e a lasciti e donazioni (20%). Il 19% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. La Fondazione promuove le donazioni solidali da parte delle aziende, con cataloghi suddivisi per regioni. Un’organizzazione all’avanguardia che, attraverso uno studio condotto da Human Foundation sull’impatto sociale delle attività, ha potuto evidenziare come per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro, valutazione eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI).

Non c’è stato un momento di #ASK diretto, dunque, ma l’offerta di un servizio che ha generato engagement e donazioni. In quel momento di pandemia i canali tradizionali di Fundraising erano inutilizzabili, ma riuscire ad offrire costantemente un servizio in maniera così eccellente e tempestiva, ha fatto sì che la ricaduta sul territorio del servizio fosse garanzia di una buona raccolta fondi e la riconoscenza delle persone è stata davvero straordinaria. Nonostante il timore ed il forte rischio di non poter mantenere con certezza gli obiettivi, la richiesta di assistenza durante la pandemia, è triplicata e di riflesso anche la raccolta fondi su altri canali.

Può un servizio ben erogato e fortemente partecipato aumentare la raccolta fondi? SI’!

ANT infatti ha potuto mantenere il proprio bilancio in equilibrio grazie al giusto mix degli asset sopra citati nonostante la pandemia.

In conclusione

La pandemia ha sicuramente portato ad un aumento di fruizione del digital e ad un ricorso alla sanità di prossimità, ma è l’UMANITA’ ciò che ha fatto veramente la differenza nel caso di questa organizzazione. L’Umanizzazione delle cure - pilastro portante della Mission di ANT - ha rappresentato la sfida per utilizzare degli strumenti tecnologici altamente innovativi in maniera estremamente appropriata ed efficace.

Un ottimo esempio di “Intelligenza Collettiva"(*)

(*) “Concetto espresso per la prima volta dal filosofo francese Pierre Lévy, secondo il quale la diffusione delle tecniche di comunicazione su supporto digitale ha permesso la nascita di nuove modalità di legame sociale, un sapere distribuito che determina un vero e proprio processo di emancipazione e civilizzazione. Persone al servizio della comunità”.

Autrice: Veronica Parise

Revisionato da: Vania Pavan

Se ti è piaciuto questo articolo di Veronica, perchè non leggi il precedente articolo di Vania Pavan?

About the author: Veronica Parise

Veronica Parise

Veronica Parise is an anthropologist specialised in international cooperation, sustainable development, marketing & comms and environmental mainstreaming.

Passionate about Arts, she took part in an acting and writing workshop with Dario Fo.

After working in the worlds of tourism, golf, fair trade, and in the wine industry at managerial and consultant level (also volunteering in environmental and human rights NGOs) she collaborated with several organisations as a fundraising specialist such as with UNICEF Italy. During her career she has spoken to thousands of donors. Very fond of writing, Donne fondatrici dell’antropologia sociale (Women founders of social anthropology - soon available in English) is her first essay.

Her new novel Once Were Scuba Divers is currently being printed.

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